Giubileo delle Famiglie delle Diocesi del Friuli Venezia Giulia

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Domenica 25 settembre a Concordia Sagittaria (VE) si è celebrato il Giubileo delle famiglie delle Diocesi del Friuli Venezia Giulia. Un appuntamento condiviso dalle quattro Chiese sorelle, per incoraggiare le famiglie e chiedere in dono la letizia dell’amore.

Nel pomeriggio Don Renzo Bonetti ha tenuto una relazione sulle opere di misericordia in chiave familiare.

Per ascoltare l’audio dell’intervento di Don Renzo Bonetti, clicca qui.

Per informazioni sul Giubileo delle Famiglie FVG, clicca qui.

 

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Contraddizioni pornografiche

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Audio Omelia 25.09.2016

XXVI Domenica del tempo ordinario

Letture Am 6,1.4-7; Sal 145; 1Tm 6,11-16; Lc 16,19-31

 

Dal Vangelo secondo Luca

 

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:

«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.

Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.

Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.

E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

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Le stranezze di Dio

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Audio Omelia 11.09.2016

 

XXIV Domenica del tempo ordinario

 

Letture Es 32,7-11.13-14; Sal 50; 1Tm 1,12-17; Lc 15, 1-32

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

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Formazione preti in Diocesi: Amoris Laetitia

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Audio dell’intervento del prof. Don Giampaolo Danin

Il 12 settembre 2016, durante la ‘Tre giorni per la formazione dei preti’ della Diocesi di Concordia-Pordenone, il prof. Don Giampaolo Danin ha tenuto una conferenza sull’Esortazione Apostolica  ‘Amoris Laetitia’ dandone alcune sue prime interpretazioni.

Don Giampaolo Dianin è sacerdote della diocesi di Padova dal 1987. Docente di morale familiare e di pastorale della famiglia presso la Facoltà Teologica del Triveneto è stato anche direttore dell’Ufficio famiglia della Diocesi di Padova e assistente unitario dell’Azione cattolica. Dal 2009 è rettore del Seminario maggiore di Padova.

 

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Sicilia e… una sana indignazione

Sicilia

 

 

 

 

 

 

 

 

Audio dell’intervento del prof. Giuseppe Savagnone durante un mio viaggio in Sicilia dal 28 agosto al 4 settembre scorsi. Il prof. Savagnone, attraverso la profonda conoscenza e amore per la sua terra, conduce in un itinerario attraverso la storia della mafia siciliana per comprenderne il rapporto con lo stato e la fede.

Per info sul prof. Savagnone potete visitare il suo sito: http://savagnone.blogspot.it/

 

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Porta stretta

la_porta_strettaCommento breve a Lc 13,22-30

Gesù è ‘in cammino verso Gerusalemme’. Non ci sfugga l’annotazione, che ritorna ripetutamente nel vangelo di Luca. Il suo non è solo un viaggio geografico. E’ un percorso teologico, vocazionale. E’ chiamato ad attraversare la porta stretta della morte, del dono di sé. Eccolo allora uscire con una battuta spiazzante: ‘Sforzatevi di entrare per la porta stretta!’. Accidenti a Gesù! Tocchiamo con mano la radicalità del Vangelo e il suo fascino. La porta è aperta. Dio desidera che sia una porta inclusiva, che non chiude fuori nessuno. Egli stesso esce dalla porta per chiamare i suoi figli, per introdurli nella casa della misericordia e della festa. La porta è stretta perché studiata per i piccoli, per coloro che la vita ha ‘ridotto’, per i semplici, per i peccatori, per color che si fidano di Dio come i bambini, per i poveri e i solidali con i poveri. Quindi, non è proprio impossibile entrarci. Non ci accada piuttosto di stringere noi il varco, di ridurre la porta, o addirittura di chiuderla con la pastorale ripetitiva e stanca, con l’indifferenza, con la cultura dello scarto. La porta è quella della misericordia!

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Smania per i primi posti

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Audio Omelia 28.08.2016

XXII Domenica del tempo ordinario.

Letture Sir 3,19-21.30-31; Sal 67; Eb 12,18-19.22-24; Lc 14,1.7-14

 

Dal Vangelo secondo Luca

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.

Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

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Porta stretta? Sicuro?

A lonely person walking through a narrow passage

 

Audio Omelia 21.08.2016

 

XXI Domenica del tempo ordinario.

Letture Is 66, 18-21; Sal 116; Eb 12, 12,5-7.11-13; Lc 13, 22-30

 

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.

Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».

Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.

Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.

Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.

Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

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Le ‘rappresentazioni religiose’ dell’adulto di Fratel Enzo Biemmi

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Fratel Enzo Biemmi ha aperto il laboratorio formativo “Annunciare il Vangelo con l’arte” tenutosi a Desenzano del Garda dal 21 al 24 luglio 2016 presso il centro di spiritualità “Mericianum”. Vi offro l’audio della sua relazione intitolata: Le ‘rappresentazioni religiose’ dell’adulto.

La proposta di questo laboratorio si inserisce ogni anno nel Progetto Secondo Annuncio dedicato all’approfondimento di esperienze antropologiche in vista di una nuova evangelizzazione degli adulti (maggiori informazioni le trovate nel sito www.secondoannuncio.it). Il Laboratorio intende declinare il Progetto Secondo Annuncio nel campo dell’arte figurativa con l’obiettivo di coltivare competenze e attenzioni per buone pratiche nella pastorale che valorizzino il linguaggio artistico e la Via della Bellezza (EG 167).

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