Giorno del Signore. Fine anno liturgico

Avvicinandoci alla conclusione, alla ‘morte’ dell’anno liturgico, con sapienza educativa la chiesa sceglie testi biblici che fanno riferimento alla ‘fine’, al ‘Giorno del Signore’. Di quella che viene chiamata ‘apocalisse di Luca’ sottolineo due passaggi. ‘Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”. Non andate dietro a loro!’. Il ‘Sono io’ rimanda all’ “Io Sono” di Dio a Mosè presso il roveto ardente. E’ il santo nome di Dio, di Colui al quale appartiene il primato. Se facciamo attenzione, siamo straordinariamente geniali nel costruirci idoli, illusioni, sogni malati come il potere per il potere, la carriera, l’ingordigia di denaro, il sesso slegato dall’amore… Altari improbabili davanti ai quali, senza avvedercene, pieghiamo le ginocchia. Divinità pagane che pretendono di chiamarsi ‘Io Sono’. Interessante ricordare che Giovanni Battista, interrogato se fosse lui il Cristo, rispose: ‘Io Non Sono’. Fu uomo libero, proprio perchè uomo di Dio, totalmente relativo al suo Signore. In una società ammalata di narcisismo e una chiesa continuamente tentata di autoreferenzialità, preoccupata della sua immagine, chiediamo allo Spirito di trovare il centro e di innamorarcene.cristo-giudizio-universale_michelangelo

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Un Dio alla rovescia

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Audio Omelia 20.11.2016

XXXIV Domenica del tempo ordinario

Letture 2Sam 5,1-3 ; Sal 121; Col 1,12-20; Lc 20,27-38

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

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Come angeli

untitled“Mi ha voluta corpo e anima. Adesso danzo per Lui.” 
Suor Anna Nobili attraverso il corpo prega danzando perché il corpo è un dono di Dio, tempio dello Spirito Santo (cfr. 1Cor 6, 19)
Cliccando sull’immagine è possibile visualizzare la sua esibizione nel 2013 alla trasmissione “Le invasioni barbariche”.
 

 

 

 

 

Audio Omelia 06.11.2016

XXXII Domenica del tempo ordinario

Letture 2Mac 7,1-2.9-14 ; Sal 16; 2Ts 2,16-3,5; Lc 20,27-38

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».

 

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I Santi sono come le palme

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Corteo dei santi Martiri  (Sant’Apollinare Nuovo, Ravenna).
Da notare la presenza di una palma fra ogni martire. Nell’iconografia cristiana il simbolo della palma si abbina al profilo di colui che dona la vita interamente per il Vangelo. Essa affonda profonde radici per cercare l’acqua anche in terreni aridi. Ben piantata, resistente, sempreverde… albero svettante dalla chioma che si dispone a raggiera solare. Quando produce i datteri, frutti pieni di energia, sembra quasi morire, ed in realtà offre il meglio di sé. La conformazione della palma e l’espressione biblica ‘Il giusto fiorirà come palma’ (Sal 92,12a) spiegano il suo impiego nell’arte sacra.

 

 

 

 

Audio Omelia 01.11.2016

Tutti i Santi

Letture Ap 7,2-4.9-14 ; Sal 23; 1Gv 3,1-3; Mt 5,1-12

 

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

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La conversione è figlia del perdono

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“Ama i tuoi nemici” è l’ultima opera di Timothy Schmalz presentata l’11 settembre scorso, nell’anniversario degli attentati alle Torri gemelle. Guardandola viene spontaneo chiedersi come mai se il terrorista è pentito non ha ancora deposto l’arma? Forse in realtà è proprio Gesù a fare il primo passo perdonandolo ancora prima che sia lui a chiedere?  Rappresentare Gesù che abbraccia il nemico ci induce a riflettere su quanto sia difficile per la nostra mentalità occidentale concepire che il perdono di Dio arriva ancora prima del pentimento e della conversione del peccatore.  Eppure la storia di Zaccheo ci insegna che Gesù abbraccia un peccatore non un convertito. Commentando la ‘Misericordiae Vultus’, la teologa Serena Noceti afferma: “La misericordia ha a che fare, certo, con l’errore, con la colpa. Ma sempre tiene presente il futuro, scommette sul futuro. Crede nell’umanità anche di chi è colpevole.” 

 

 

 

Audio Omelia 30.10.2016

XXXI Domenica del tempo ordinario

 

Letture Sap 11,22-12,2 ; Sal 144; 2Ts 1,11-2,2; Lc 19,1-10

Dal Vangelo secondo Luca

 

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.

Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».

Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».

Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

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Riconoscere un bene più grande. L’unità di vita del presbitero-assistente

untitled“Riconoscere un bene più grande”: questo l’auspicio, mutuato dal n. 235 di Evangelii Gaudium, espresso dall’Incontro nazionale degli Assistenti dell’Azione Cattolica che si è tenuto ad Assisi dal 24 al 27 ottobre.

La prima parte era legata alla vita del prete con l’obbiettivo di approfondire la questione dell’unità di vita, per superare quella frattura tra essere e agire. Come del resto anche la frammentazione tra i tanti impegni a cui sono sottoposti i preti oggi. Il discorso tenuto da Papa Francesco nel maggio scorso davanti all’Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana era il filo conduttore. Attraverso le parole del Pontefice, che aveva riletto la vita dei presbiteri attraverso una triplice appartenenza al Signore, alla Chiesa e al Regno, si sono ritrovati i tratti più caratteristici dell’identità presbiterale.

P. Amedeo Cencini, dei padri Canossiani, è intervenuto con una riflessione dal titolo: Appartenere a Cristo. Un incontro che da “sapore” alla vita.

Audio della riflessione di P. Amedeo Cencini

 

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Fede e Poesia – P. David Turoldo nel centenario della nascita

libreria-editrice-vaticana-pordenone-2016-locandina-fede-e-poesiaMercoledì 26 ottobre

Pordenone – Duomo Concattedrale S. Marco

Padre David Maria Turoldo è nato il 22 novembre 1916 a Coderno (Ud). In occasione del centenario della sua nascita, la Libreria Editrice Vaticana ha invitato presso la Concattedrale di Pordenone p. Ermes Ronchi, anch’egli frate dell’Ordine dei Servi di Maria e friulano. imagesNel suo intervento definisce Turoldo come “Maestro, fratello, amico”. Si è arricchito la serata con alcune poesie dell’amico lette da Orazio Coclite.

 

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Il peccatore di fronte a Dio misericordioso secondo S. Paolo

 

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Martedì 25 ottobre 2016 – Teatro del Seminario Vescovile di Pordenone

Prolusione dell’Anno Accademico dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Rufino di Concordia”  in Portogruaro e dello Studio Teologico del Seminario Diocesano “Card. Celso Costantini”.

 

 

 

 

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Audio della relazione del Prof. Mons. Romano Penna docente emerito della Pontificia Università Lateranense di Nuovo Testamento.

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L’anti-misericordioso!

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Audio Omelia 23.10.2016

XXX Domenica del tempo ordinario

Letture Sir 35,15-17.20-22 ; Sal 33; 2Tm 4,6-8.16-18; Lc 18, 9-14

 

Dal Vangelo secondo Luca

 

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:

«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.

Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.

Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.

Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

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Mistero grande

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Il cammino di discernimento ecclesiale dal Concilio Vaticano II ad oggi ci ha resi consapevoli che la nuova evangelizzazione dipende in gran parte dalla chiesa domestica (la famiglia) e che il primo modo proprio dei coniugi per evangelizzare è crescere nella qualità dell’amore che li lega. Un amore bello è contagioso, affascinante ed edifica le nuove generazioni dando loro una base solida sulla quale costruire il futuro.

Aiutare le coppie a crescere in unità e in qualità d’amore è quindi una priorità delle chiese diocesane e delle parrocchie.

In Amoris Laetitia, papa Francesco ci aiuta a focalizzare un concetto importante: «La pastorale matrimoniale deve essere prima di tutto una pastorale del vincolo, dove si apportino elementi che aiutino sia a maturare l’amore sia a superare i momenti duri. Questi apporti non sono unicamente convinzioni dottrinali, e nemmeno possono ridursi alle preziose risorse spirituali che sempre offre la Chiesa, ma devono essere anche percorsi pratici, consigli ben incarnati, strategie prese dall’esperienza, orientamenti psicologici. Tutto ciò configura una pedagogia dell’amore». (Francesco, Amoris Laetitia, 211)

Nella riunione del Consiglio Pastorale Diocesano del 14 ottobre scorso abbiamo conosciuto alcune esperienze e realtà ecclesiali strutturate e verificate che operano nella pastorale del vicolo aiutando a maturare l’amore. Le esperienze presentate sono state:

  1. The Marriage Course  (www.misterogrande.org/tmc)
  2. Seminari per sposi (www.misterogrande.org/seminari)
  3. Comunità Familiari di Evangelizzazione (www.misterogrande.org/cfe)

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Audio delle esperienze presentate

 

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