Lavoro dignitoso in un “non luogo”

Il Mlac, appoggiato dall’intera Azione Cattolica di cui è espressione, è riuscito ad organizzare una celebrazione allargata della Giornata mondiale del lavoro dignitoso, presso l’Hilton Rome Airport, il 7ottobre, coinvolgendo più soggetti: responsabili, dipendenti, parroco e vescovo… Pastorale Sociale CEI con mons. Renna, un rappresentante dell’Oil, il ministro del lavoro. O meglio, per essere veritieri, si è lasciato incuriosire e coinvolgere da una location (Aeroporti di Roma) che – contrariamente a quanto ci si possa immaginare – investe parecchio nella cura delle relazioni, evitando la fretta e la superficialità. I sociologi amano indicare gli aeroporti, le stazioni dei treni, i porti, i centri commerciali come “non luoghi”. Sono simboli di una società dai ritmi frenetici e accelerati, di una umanità che si muove convulsa e sconclusionata, bramosa di produrre, di consumare, finendo così nell’agitazione e nella noia. Nei non luoghi pullulano monadi solitarie, connesse h24 attraverso i loro smart, alla ricerca di un oggetto, di un cancello, di una partenza e di un approdo senza posa e senza incontrarsi. Ascoltando le esperienze ed i progetti in atto ad Aeroporti di Roma la metafora del “non luogo” non calza. Sorpresa grande! La narrazione data da chi frequenta abitualmente Fiumicino, lavorandoci all’interno, restituiva lo scenario di uno spazio di condivisione, di amicizia, nello scambio fraterno di stima e cooperazione. Evidentemente esistono precarietà e limiti, ma ciò che emerge in ogni caso è un ambiente impegnato al welfare di comunità. Esiste insomma un sentimento di comunità, con la sua identità, che circola e viene alimentato tra dirigenti, forze dell’ordine, compagnie, società di servizi, che arrivano a totalizzare dai 35.000 ai 40.00 occupati.
Un luogo vero a questo punto, sicuro per chi eroga un servizio e nel contempo per quanti transitano, anch’essi per lavoro, per ragioni famigliari, per motivi di vacanza. L’impressione è di trovarsi di fronte ad una città in transito, ordinata e friendly. Il “ponte” che ci ha consentito di organizzare l’evento, in alleanza con la strana “città”, lo ha fatto don Giovanni Soccorsi, il giovane ed intraprendente parroco, assistente diocesano dell’AC e sostenitore del Mlac. Dall’esterno si stenta a credere, eppure le perplessità si sciolgono nel constatare di persona la fecondità di una presenza pastorale discreta, non urlata, segnata dal Vangelo della cura e dell’ospitalità.
Commovente sapere che la parrocchia all’interno dell’aeroporto, e con il concorso del medesimo, offre alloggio ad un gruppetto di migranti privi di protezione, i quali sono alla ricerca di una collocazione accettabile. Qualità tecnica dei servizi, prestigio dei brands
dell’aviazione, sforzo per un aumento quantitativo dei passeggeri, tuttavia ancor più sembra aver precedenza la qualità dei legami. Sta qui la ragione della trasformazione di un “non luogo” in un luogo umano e accogliente nel quale aumentano le motivazioni degli impiegati, le prestazioni, la sostenibilità e – guarda un po’ – la gratuità? In genere i “non luoghi” sono esclusi dall’attenzione ecclesiale, trattati quali zone residuali nelle quali non sprecare le (poche) energie. Invece, possono divenire insospettabili ambiti di sinodalità laica ed ecclesiale insieme. La speranza sembra decollare ed atterrare pure da queste parti. Andando all’antichità biblica, dove i voli al più erano delle esclusive ascensioni, Paolo al capitolo 27 del Libro degli Atti, durante una tragica navigazione, riesce ad agire da evangelizzatore in un “non luogo”: una imbarcazione zeppa di estranei viaggiatori. La barca si sfascia a poca distanza dalla spiaggia di Malta, eppure tutti si salvano grazie alla presenza dell’Apostolo che incoraggia, evangelizza… capitano simbolico perché nessuno si senta (s)perduto in un “non luogo”.

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Don Fabrizio De Toni

Assistente centrale Settore adulti AC e Mlac

Articolo pubblicato su

Allegato – Newsletter Mlac 5-2022

 

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