Luigi Alici al Convegno delle Presidenze diocesane AC

Il prof. Luigi Alici, professore di filosofia morale presso l’università degli Studi di Macerata, è intervenuto al Convegno delle Presidenze diocesane nella mattinata di sabato 28 aprile proseguendo la riflessione sul tema “Tanti popoli… un popolo: la categoria del popolo nella teologia di papa Francesco” già avviata da don Cesare Pagazzi (di cui ho pubblicato l’audio nel post precedente).

Di seguito è possibile ascoltare il suo intervento.

Audio della relazione di Luigi Alici

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Cesare Pagazzi al Convegno Presidenze diocesane AC.

 

Circa in seicento hanno partecipato al Convegno delle Presidenze diocesane di Azione Cattolica tenutosi a Roma, presso Domus Pacis, dal 27 al 29 aprile scorsi.

Tema dell’evento “Un popolo per tutti” a sottolineare l’identità dell’Azione Cattolica nella società italiana e allo stesso tempo promuoverne il cammino futuro.

Di seguito è possibile ascoltare la relazione di Don Cesare Pagazzi, professore di teologia sistematica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, che ha aperto la mattinata di lavori di sabato 28 aprile con il tema ” Tanti popoli… un popolo: la categoria del popolo nella teologia di papa Francesco”:

Audio della relazione di Don Cesare Pagazzi

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Meditazione sul mistero della croce

 
Donatello, Crocifisso. 1403-1406. Firenze, Basilica di Santa Croce.
Donatello, Crocifisso, 1440-1445 circa, chiesa dei Servi di Maria, Padova

Audio “Meditazione sul mistero della croce”

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Pierpaolo Triani. Le coordinate pedagogiche dell’attuale impegno educativo dell’Azione Cattolica

 

Audio della relazione di Pierpaolo TRIANI

Venerdì 16 marzo scorso, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, si è svolto il convegno L’impegno educativo dell’Azione cattolica italiana in centocinquant’anni di storia.

Fra i relatori Pierpaolo Triani, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Triani nel suo intervento ha messo in evidenza le coordinate pedagogiche dell’attuale impegno educativo dell’Ac analizzando:

  • le linee culturali e operative in campo educativo nell’ultimo periodo della storia dell’Ac;
  • i cambiamenti che hanno interpellato la riflessività pedagogica dell’associazione;
  • le possibili traiettorie da percorrere.

Molti sono stati i richiami alle linee guida date da Papa Francesco all’associazione compreso l’ impegno richiesto all’Ac di integrare quanto fatto in questi anni e quanto è ancora possibile aggiungere nel cammino futuro.
Proprio dando uno sguardo al futuro Triani ha segnalato la necessità di rilanciare la formazione individuale; di  mantenere la centralità della vita parrocchiale imparando però ad attivare progetti, e non nuove strutture; di farsi carico delle urgenze formative della comunità ecclesiale e sociale quali la formazione dei genitori, formazione alla mondialità, formazione politica; di valorizzare i nuovi media e i nuovi linguaggi.

 

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Camminare (sempre) insieme al popolo di Dio

Annunciamo il percorso disegnato per i prossimi due convegni per le presidenze diocesane. Sarà affrontata la tematica del “santo popolo di Dio in cammino”. Innanzitutto quest’anno sul versante pastorale con tutte le sue implicanze etiche e sociali, compreso il fenomeno della pietà popolare, il prossimo su quello dei contesti urbani sfarinati e complessi abitati dal popolo. Nelle assemblee cercheremo di evitare un approccio elucubrativo ed accademico. Faremo piuttosto, senza rinunciare all’analisi teologica e al confronto, un “bagno di popolo”, un’immersione nell’esperienza, nei colori e negli odori del popolo. Il magistero di papa Francesco, Evangelii Gaudium (EG) in primis, si fonda sulla Teologia del popolo. Essa è nata da una scuola argentina (scuola di Buenos Aires), all’indomani del Vat II, per trovare delle traduzioni ecclesiali proprie per l’America Latina della categoria biblica e conciliare della chiesa immaginata come popolo di Dio (Lumen Gentium Cap. II). La Teologia del popolo, di cui Francesco è sia figlio che padre, si pone nel solco delle teologie della liberazione in modo originale. In comune con esse ha l’amore per i poveri e la tensione per una liberazione integrale dell’uomo. Il sostantivo più ricorrente in EG è “popolo”, utilizzato ben 164 volte. La chiesa come santo popolo di Dio, e conseguentemente la Teologia del popolo, sono il luogo da cui Papa Francesco elabora il suo pensiero. Badate bene che l’operazione riflessiva non viene condotta a tavolino, ma dentro al popolo, in un corpo a corpo che consente di conoscerne le aspirazioni, di annusarne le condizioni, di soffrirne le pene, di goderne i segni di libertà. Fare chiarezza sulla pietra fondante del suo magistero ci permette di comprendere l’insistenza su alcuni capitoli decisivi. Ecco introdotta la convinzione che il popolo di Dio non è in prima battuta il destinatario dell’azione evangelizzatrice. Esso è piuttosto l’attore principale, il soggetto evangelizzante. La chiesa è o non è popolo chiamato ad uscire per narrare la bellezza della misericordia? La pietà popolare, modalità con la quale si esprime con spontaneità il popolo di Dio, diventa così una potente confessione di fede, la via ordinaria con la quale si trasmette la gioia di credere. I nostri approcci occidentali alla religiosità popolare sono in prima battuta sospettosi e critici. Immediatamente la si avverte come realtà da purificare ed evangelizzare, piuttosto che come forma autorevole e dalla quale imparare di narrazione evangelica, con delle ripercussioni notevoli di tipo culturale, sociale e financo politico. La stessa relazione pastori e popolo è invitata a convertirsi. Il pastore quindi la smetta di pretendere di stare di fronte al popolo, pontificando dalla cattedra e pretendendo docilità senza previo ascolto. A Cartagena in Colombia nel viaggio apostolico del settembre 2017, intrattenendosi con un gruppo di 65 gesuiti, il Papa se ne è uscito dicendo: “Il popolo di Dio ha olfatto… a volte il nostro compito consiste nel metterci dietro (tipica posizione del discepolo)… Il pastore deve assumere tutti e tre gli atteggiamenti: avanti a segnare la strada, in mezzo per conoscerlo, dietro perché nessuno resti dietro”. Se il pastore si incaponisce di non mollare affatto la sua posizione di capo fila cadrebbe nel clericalismo becero e arrogante, chiuderebbe le orecchie alla voce dello Spirito che esce dalla bocca del popolo, non avvierebbe una cammino di vera sinodalità e corresponsabilità. Starsene inesorabilmente nel mezzo lo porterebbe al qualunquismo e a scomparire nella massa rinunciando ad un servizio di vigilanza e di paternità. Attardarsi inesorabilmente sempre tra le retrovie lo condannerebbe a perdere lucidità e profezia. Da ultimo vorrei metter in luce il popolo di Dio come “luogo teologico”, come fonte da cui elaborare una teologia che abbia a cuore la storia. Papa Francesco esorta i teologi ad entrare nel grembo del popolo per ascoltarne aneliti e patimenti, per apprendere dal suo fiuto e istinto della fede (sensus fidei) che discerne gli impulsi dello Spirito. Quindi la teologia del popolo la si fa a partire dal popolo. Esiste una teologia pratica del popolo vissuta nella quotidianità, nella preghiera, nella pratica delle opere di misericordia, formulata con il suo apparato simbolico più che razionalizzando. Avviandoci a concludere, mi piace riportare le parole provocatorie di Papa Francesco rivolte ai membri del FIAC il 27 aprile del 2017: “L’Azione Cattolica non può stare lontano dal popolo, ma viene dal popolo e deve stare in mezzo al popolo. Dovete popolarizzare di più l’Azione Cattolica. Non è una questione d’immagine ma di veridicità e di carisma. Non è neppure demagogia, ma seguire i passi del maestro che non ha provato disgusto per nulla. Per poter seguire questo cammino è bene ricevere un “bagno di popolo”. Condividere la vita della gente e imparare a scoprire quali sono i suoi interessi e le sue ricerche, quali sono i suoi aneliti e le sue ferite più profonde; e di che cosa ha bisogno da noi. Ciò è fondamentale per non cadere nella sterilità di dare risposte a domande che nessuno si fa. I modi di evangelizzare si possono pensare da una scrivania, ma solo dopo essere stati in mezzo al popolo e non al contrario”. Il populismo e la demagogia parlano alla pancia e sono interessati ad imbonire, qui al contrario si parla al cuore per stanare e far uscire l’AC con tutto il suo patrimonio migliore. Ci uniamo volentieri allora al santo pellegrinaggio e alla santa carovana del santo popolo di Dio.

Don Fabrizio De Toni (Assistente Nazionale settore Adulti AC)

Articolo tratto dalla rivista dell’Azione Cattolica Italiana “Segno” (Numero 1 – Marzo 2018).

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Vian – “Card. Marco Cé”

Casa Leonori (Santa Maria degli Angeli – Assisi),  29 gennaio – 01 febbraio 2018

“Memoria del futuro. Da 150 anni il prete a servizio dell’AC”

Il Convegno è stata anche occasione per conoscere alcune figure di assistenti che hanno segnato con la loro presenza tappe significative della storia dell’AC.

Di seguito è possibile ascoltare l’intervento di Giovanni Vian (Università Cà Foscari Venezia) sulla figura del“Card. Marco Cé”.

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Gualtiero Sigismondi – Quale prete per questa AC

Casa Leonori (Santa Maria degli Angeli – Assisi),  29 gennaio – 01 febbraio 2018.

“Memoria del futuro. Da 150 anni il prete a servizio dell’AC”

Da lunedì 29 gennaio a giovedì 01 febbraio 2018 presso Casa Leonori (Santa Maria degli Angeli – Assisi) si è svolto il Convegno “Memoria del futuro. Da 150 anni il prete a servizio dell’AC” al quale hanno partecipato gli assistenti, regionali, diocesani e parrocchiali di AC.

Di seguito è possibile ascoltare la relazione “Quale prete per questa AC” di mons. Gualtiero Sigismondi, assistente generale dell’Azione Cattolica e vescovo di Foligno.

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Andrea Grillo “Un tempo creativo …”

Roma, 10-11 febbraio 2018

Laboratorio di Progettazione Associativa Tempo “Pieno”: Adulti e tempi della vita associativa

Il Laboratorio di Progettazione Associativa del Settore adulti AC si è concentrato sulle dinamiche del “tempo” nella vita adulta. La modalità del laboratorio chiama tutti ad essere protagonisti pronti a condividere esperienze utili per dare respiro e spinta al percorso associativo del Settore.

Nella mattinata di domenica 11 febbraio si è approfondito l’aspetto del “tempo”con l’aiuto del teologo Andrea Grillo. Di seguito è possibile ascoltare l’audio della sua relazione “Un tempo creativo…”.

 

 

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Il tempo ultimo e il tempo presente

Giudizio Universale di Pietro Cavallini – Basilica di Santa Cecilia in Trastevere

Meditazione teologica sul Giudizio Universale di Pietro Cavallini

Roma, 10-11 febbraio 2018

Laboratorio di Progettazione Associativa Tempo “Pieno”: Adulti e tempi della vita associativa

Il tempo che ci separa dalla fine si sta accorciando, gli stiamo andando incontro in un pellegrinaggio senza pausa. Ancor prima però c’è il movimento di Dio che viene verso noi. I passi di Dio si affrettano dentro il giardino della storia mettendo le ali ai piedi di coloro che non hanno paura e non scappano.

Il tempo ultimo, quello del giudizio, provoca ed interpella il presente trasformando il Kronos, il tempo materiale, in Kairos, il tempo provvidenziale. Il tempo acquisisce così bellezza e senso.

Di seguito è possibile ascoltare l’audio integrale della mia meditazione biblica sul Giudizio Universale di Pietro Cavallini

 

San Giovanni e sei apostoli alla sinistra di Cristo

 Maria e sei apostoli alla destra di Cristo

Cristo in trono circondato dagli angeli

 Particolare di Cristo in trono

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